La Depressione è un disturbo della psiche molto invalidante, che si manifesta in diverse forme e con una molteplicità di sintomi che nell’insieme sfiancano la persona che ne soffre e la portano a chiudersi alla vita. La prima cosa che bisogna fare quando si cade nella Depressione è cercare aiuto, affidandosi alle mani professionali ed esperte di un bravo psichiatra e, successivamente, di un altrettanto bravo psicoterapeuta.

Non ci sono alternative o scorciatoie, nel caso di Depressione ed altri Disturbi dell’Umore l’unica cosa efficace da fare è rivolgersi a degli esperti che, attraverso un idoneo trattamento farmacologico ed un sostegno psicoterapeutico, aiutino la persona a risalire quella che si configura come la china di un baratro.

Ma al di là dei disturbi depressivi propriamente detti, la vita di moltissimi di noi è attraversata da momenti, periodi esistenziali, in cui cadiamo vittima di malinconie, angoscia, andiamo giù di umore e diciamo che ci sentiamo depressi.

E’ da chiarire che nella maggior parte dei casi non si tratta di Depressione, ma di un periodo in cui il nostro umore cala e vediamo buio, ci sentiamo sconfitti, scarichi di energia e demotivati.

In molti coincide anche con i cambi di stagione, la variazione delle ore di luce, infatti, genera nel corpo stravolgimenti ormonali che incidono anche sul tono dell’umore. Ma in molte persone dipende fondamentalmente da altro:  piccole o grandi esperienze fallimentari, la fine di relazioni per noi importanti,  lutti, o altri eventi stressanti e spiacevoli ci feriscono, ed iniziamo a sentirci inadeguati, oltremodo sfortunati e/o vittime impotenti.

Percepiamo di aver perso la speranza di essere in grado di cambiare le cose a nostro favore.  Questo vortice di pensieri e sentimenti negativi molto spesso genera in noi una progressiva perdita di senso esistenziale, ci domandiamo cioè “Che campiamo a fare? Che senso ha la nostra esistenza?”.  Se arriviamo a questo punto la possibilità di uno scivolamento verso una forma depressiva vera e propria si fa concreta, dipende dalle nostre risorse interne del momento.

Per uscire da questo stato simil depressivo dobbiamo con coraggio e fatica compiere dei passi che reputo per esperienza diretta (su me stesso), ed indiretta (su persone che ho aiutato), necessari:

1°   Apriamo la porta  alle nostre emozioni dolorose. Avviciniamoci, cioè, alla ferita che abbiamo subito senza difenderci dal dolore che proviamo e senza giudizi sul nostro valore personale.  Se riusciamo a far questo, lasciamo defluire ciò che ci fa male, ci alleggeriamo del carico emotivo che portiamo con noi, recuperiamo perciò energie da dedicare ad altro alla nostra vita attuale, alla nuova esperienza.

2°   Se sentiamo affiorare della rabbia, diamoci il permesso di esprimerla. Ciò chiaramente non vuol dire arrecare danno al prossimo! Vuol dire contattare la rabbia che è dentro di noi e comunicarla (se si può e ci si riesce, esprimerla al diretto interessato sarebbe il massimo!).

3°   Smettiamo di cadere in due tranelli della nostra psiche, la Generalizzazione dell’Esperienza e la Svalutazione di noi stessi. Per Generalizzazione dell’Esperienza intendo quel meccanismo secondo cui ci convinciamo che data la nostra esperienza passata negativa, anche il nostro futuro prevederà il fallimento.  Questo infatti diventa un preconcetto demotivante, generatore di disimpegno e di progressiva perdita del senso di ciò che facciamo.

Per Svalutazione di noi stessi intendo la tendenza a percepirci inefficaci, inadeguati, perdenti. Questa percezione è anch’essa fonte di demotivazione e disimpegno, perciò chi ne cade preda tenderà a rendere di meno e fallirà i suoi obiettivi più facilmente.

Entrambi questi tranelli che ci auto facciamo sono come due profezie che si autorealizzano, determinano in noi un atteggiamento fallimentare facilitando l’incorrere in futuri fallimenti.

4°   Affrontiamo con coraggio la Paura!  E’ inutile negarlo, vivere è complicato, e specialmente dopo esperienze che ci hanno arrecato dolore  la prospettiva di riprovarci, di riprendere il nostro cammino e rischiare di rifarci male, può spaventarci, anche tanto!

La Paura è più che legittima ed è importante che ce la riconosciamo, che la accettiamo come parte sana di noi stessi, rappresenta il nostro istinto di protezione.

Detto questo, poco a poco  possiamo sfidare noi stessi e vedere quanto, giorno dopo giorno, riusciamo a ridimensionare questa paura e riprendere il gioco attivo ed ottimista della nostra vita!